Le carte del meteo

Le osservazioni raccolte dalle stazioni meteorologiche e le previsioni che se ne ricavano, acquistano maggior senso se riassunte su mappe, o carte, che permettono di dare un quadro completo della situazione meteorologica di un area o di un continente. Le carte meteorologiche che vediamo in tv e sui quotidiani sono in genere elaborate da un servizio meteorologico e poi inviate ai centri di previsione, o elaborate in proprio dai principali centri meteorologici. Si tratta di carte di analisi quando riassumono le ultime informazioni raccolte, oppure di carte di previsione se sono state tracciate impiegando i modelli matematici che cercano di determinare l’evoluzione dei complessi moti dell’atmosfera. Entrambe le tipologie si riferiscono alle condizioni atmosferiche dominanti in un momento specifico.

I simboli

Il supporto di una carta meteorologica è sempre una semplice carta geografica, con indicati unicamente i confini dei continenti, alla quale sono sovrapposti una serie di simboli che seguono uno standard internazionale. Questi particolari simboli, riportati dalla tabella, sono registrati dalle stazioni di rilevamento e indicati in genere con un cerchietto.

I simboli al suo interno riassumono le condizioni generali del tempo (sereno, pioggia, nebbia, e altre). Da questo cerchietto parte una freccia che segnala la direzione e, con la sua forma l’intensità del vento.
Molte mappe riportano anche le isobare, ovvero le linee che uniscono tutti i punti che a livello del mare hanno la stessa pressione. Su tali linee sono indicati ad intervalli regolari, i valori numerici corrispondenti. Isobare molto ravvicinate significano, in genere, venti forti; nelle aree anticicloniche la pressione atmosferica aumenta andando verso il centro, il contrario si verifica nelle aree cicloniche. Nella stagione invernale le alte pressioni si traducono, solitamente, in abbassamenti della temperatura notturna per la facile dispersione del calore assorbito dalla superficie terrestre durante il giorno e, in qualsiasi stagione, in un accumulo nei bassi strati della atmosfera di sostanze inquinanti.

Il tempo che muta

Nel nostro emisfero i venti soffiano in senso orario intorno agli anticicloni e antiorario intorno alle aree cicloniche. Si può allora utilizzare una carta meteorologica per identificare le zone di provenienza delle masse d’aria. Questo può dare un idea delle temperature che ci saranno nei giorni successivi, perchè le masse d’aria sono tanto più fredde quanto più alta la latitudine dalla quale provengono. Bisogna però tenere presente che queste masse d’aria sopra l’oceano, possono intiepidirsi e caricarsi di umidità generando nubi. Per questo le ondate di freddo polare in Europa e negli Stati Uniti sono sempre provocate dalle masse d’aria gelida che provengono, rispettivamente dalla Siberia e dal Canada. L’aria che proviene dalle basse latitudini, invece è calda e umida. Le carte meteorologiche segnalano infine anche la presenza di fronti provocati dal contatto di masse di aria a differente temperatura. Le linee blu o triangoli rappresentano i fronti freddi, rosse o con i semicerchi i fronti caldi. Linee viola o con semicerchi e triangoli alternati indicano invece i fronti occlusi che hanno le caratteristiche sia dei fronti freddi sia di quelli caldi. L’arrivo di un sistema frontale annuncia un cambiamento del tempo.

immagini prese da: https://www.diegorispoli.it/simboli-delle-carte-meteo.html
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La forma delle nuvole

Per poter fare una veloce, approssimativa, previsione del tempo in un area non particolarmente ampia e senza l’ausilio di apparecchiature e strumenti sofisticati, è di grande aiuto saper leggere la forma delle nubi. Questi accumuli di gocce d’acqua, di cristalli di ghiaccio o di una miscela di entrambi, si generano per la condensazione nell’atmosfera dell’umidità evaporata sotto forma di vapore acqueo dal suolo o dai mari. E un momento prima di dissolversi per tramutarsi in pioggia o neve, possono offrirci molte preziose informazioni.

Quando ce bel tempo

Benchè il loro aspetto possa tranne in inganno, gli strati (nubi molto basse, grigie e base estesa che talvolta si presentano come banchi sfrangiati) non risultano associati a fenomeni meteorologici significativi. Possono tutta via produrre nevischio o una fastidiosa pioggerellina e più spesso la loro formazione si deve alla nebbia che sale verso l’alto. Un aspetto molto diverso hanno, invece i cumuli, batuffoli di cotone che si stagliano nel cielo estivo, con base piatta e contorni ben definiti. Queste nubi, che si incontrano sotto i 2.000 metri, si generano grazie all’evaporazione provocata dal Sole nelle giornate molto calde. Se i cumuli restano di dimensioni contenute e il cielo si mantiene di un azzurro intenso, si può prevedere bel tempo e solo dopo la sera, dopo il tramonto, i cumuli si dissolveranno, proprio quando verrà a mancare l’effetto di riscaldamento del Sole. Se invece l’atmosfera è fredda e umida, i cumuli possono aumentare di dimensioni e sviluppasi in verticale per oltre 5.000 metri. Diventano cosi nubi del tipo cumulus congestus. La base rimane piatta, ma si scurisce perchè la luce del Sole non riesce più a filtrare attraverso gli stati superiori della nuvola, mentre la cima prende il riconoscibile aspetto di un cavolfiore. Se questo succede in mattinata, il rischio che ci siano acquazzoni nel pomeriggio è abbastanza elevato.


da: http://www.cemer.it/nubi/

Temporali in vista

Il cumulus congestus può evolversi anche in cumulonembo, nube con imponente sviluppo verticale.
I cumulonembi hanno forme di torri, montagne o cupole. La base, sempre relativamente piatta e distante da terra qualche centinaio di metri, diventa molto scura. La sommità, invece di solito e bianca e ha la forma di un incudine o di un pennacchio. L’avvicinamento di cumulonembi è un chiaro segnale ce il tempo volgerà presto al brutto. Queste nubi, infatti portano in genere acquazzoni e forti temporali, che possono anche diventare grandinate se la sommità della nube raggiunge altezze molto elevate. Le fortissimi correnti che si sviluppano all’interno della nube, e l’imprevedibile moto ondoso che generano, fanno dei cumulonembi la tipologia di nuvola più pericolosa per la navigazione, sia aerea che marittima.

L’arrivo della piogia

Esistono poi nuvole che annunciano l’avvicinarsi di un area ciclonica destinata a portare tempo perturbato. La prima tipologia di nubi a comparire, quando il centro dell’area ciclonica, cioè un area di bassa pressione, si trova persino a chilometri di distanza, sono i cirri. Sottili, bianchi filamenti a forma di piuma, si dispongono parallelamente a occupare tutto il cielo visibile. Queste nubi sono composte da piccole particelle di ghiaccio e si sviluppano per il raffreddamento dell’aria calda e umida che sale dal centro dell’area ciclonica e si diffonde in quota. Man mano che l’area ciclonica si avvicina,i cirri si trasformano in fiocchi, granuli o lamelle dai colori brillanti (i cirrocumuli), disposti a strisce o in banchi, che danno al cielo il tipico (e proverbiale) aspetto “a pecorelle”. Tali nuvole possono anche formare, però un velo lattiginoso, d’aspetto fibroso o liscio, che occupa gradualmente gran parte del cielo (i cirrostrati). L’alone che si può osservare intorno al Sole o alla Luna, è provocato dalla luce riflessa dai piccoli cristalli di ghiaccio alla sommità della nuvola e può essere un segnale dell’arrivo di precipitazioni nell’arco di mezza giornata.

Stratocumuli e nembostrati

Le nubi che si generano a un altezza intermedia, cioè tra 2.000 e 7.000 metri, possono essere composte sia da goccioline d’acqua sia da particelle di ghiaccio. Se siamo in presenza di una distesa nuvolosa grigiastra più o meno densa, attraverso la quale il Sole brilla come la luce che passa in un vetro smerigliato, si tratta di altostrati. Se invece nel cielo appaiono masse globose bianche o grigiastre con ombre molto marcate,separate da aree in cui si intravede ancora l’azzurro del cielo, siamo davanti ad altocumuli. Nella zona temperata del nostro emisfero, in queste condizioni, anche i venti cambiano di direzione,soffiando da Sud verso Nord. Man mano che il vento rinforza compaiono nuvole scure gonfie d’acqua. Queste sono di due tipi: stratocumuli o nembostrati. Gli stratocumuli si presentano come una distesa continua di masse rotondeggianti scure, di forma variabile, che possono essere scambiati con gli altocumuli (che però si trovano più in alto). I nembostrati, invece, sono formazioni compatte dal colore grigio scuro e la base è non ben definita. Con il loro arrivo il cielo diventa buio e minaccioso. Poco tempo dopo la loro comparsa, solitamente, comincia a piovere o a nevicare, a seconda della temperatura.

da https://www.curioctopus.it/read/8917/14-immagini-di-nuvole-cosi-assurde-che-stenterete-a-credere-siano-vere

Che cosa è la meteorologia?

Il termine meteorologia deriva dal greco “logos” cioe, discorso razionale, intorno alle meteore, in senso lato tutti gli oggetti che cadono dal cielo. Sulla terra quelli più frequenti sono le idrometeore, le particelle costituite da acqua nella sua forma liquida (pioggia) o solida (neve,grandine,ect.) Tutti sanno che la meteorologia si occupa del tempo atmosferico, un concetto cui, nel linguaggio comune, si associano aggettivi come, bello, brutto, piovoso e via. Sono certamente valutazioni incomplete che spesso riflettono impressioni soggettive più che lo stato reale dei fenomeni. Per la meteorologia, infatti, è l’insieme dei fattori che caratterizzano lo stato dell’atmosfera in un dato istante e che possono essere misurati in modo scientifico. I più importanti tra questi fattori sono la temperatura, l’umidità, le precipitazioni,la nuvolosità e la pressione atmosferica (da cui dipendono i venti). L’osservazione dei fenomeni meteorologici nella loro variabilità lungo un arco di tempo di 30 anni, permette di determinare il clima di una regione.